mercoledì 14 ottobre 2009

Make-up

ovvero:
remake-up!


questo blog ha cambiato colore.
vi piace?
:-)

mercoledì 30 settembre 2009

Torta nocciole e mele







ovvero:
sono arrivata agli enta!





Ciao a tutti.. dopo troppo tempo finalmente ho occasione di scrivere... qui..
ho notato con piacere che si sono aggiunti dei nuovi "lettori fissi" ;-)
e che, insomma, non mi avete ancora dimenticata...
bene!! :-)
Sono stata molto indaffarata, devo ammettere...
e nonostante alcune ultime "invenzioni" ci siano.. non ho avuto in verità il modo di postarle qui, causa macchina fotografica piena, ancora, di tutte le foto
scattate ultimamente, tra matrimonio (essì!! ;-)) e congedo seguente...

cmq... fra le varie cose accorse.... c'è stato anche il mio compleanno
che ho passato felicemente a como, e festeggiato per ben 3 volte!!
ultima delle quali, ma non per questo meno importante, a sorpresa!!
Organizzata dal mio super fantastico neo-marito.. in collaborazione con e complice di 2 carissimi amici.. Edu e Ila.
Ila, in particolare, ha fatto una torta tutta per me.
Buonissima! Anzi, superlativa!!
Nocciole e Mele.
Mi ha dato la ricetta molto approssimativa, dunque io la scrivo per voi così come la so. e ovviamente colgo l'occasione per ringraziarla tanto tanto! Anche per i festoni messi in casa tutti per me.
GRAZIE MILLE AMICI MIEIIII :-)


Ingredienti:

Per l'impasto:
Nocciole frullate
Zucchero
Farina di grano saraceno
Latte di soia
Lievito

Per decorare:
malto-nocciola (per celiaci usare malto di mais o di riso)
1 mela

Miscelare tutti gli ingredienti con una frusta, cercando di inglobare più aria possibile, con un movimento circolare dal basso verso l'alto.. Eventualmente aggiungendo un po' di latte, se dovesse risultare troppo asciutto. Deve risultare spumoso!
Mettere il composto in una teglia oliata e infarinata, decorare con le fettine di mela e le nocciole tritate grossolanamente
e poi cuocere in forno a 180 gradi per circa 30-40 minuti. una volta raffreddata servire con del malto-nocciola
versato su ogni fetta.

giovedì 27 agosto 2009

Crostata fredda di pesche bianche

crostata di pesche bianche














ovvero:
Budino home made..












Faceva caldo. ma non "caldo" caldo...
CaAAaldoooO. caldissimo!
ed io ero in ferie.. e avrei avuto ospiti la sera.
Dopo aver fatto la spesa da un contadino al mercato,
ho iniziato a preparare cibo in quantità:
- cipolline borretane in agrodolce
- zucchine trombette in umido con filetti di pomodoro
- insalata di finferli lessi e sedano fresco con olio, limone, sale e pepe
(in piemontese i finferli, funghi selvatici, si chiamano "garitule")
- paccheri di gragnano con ragù di borlotti freschi, cotti nel loro sugo
- tortino di melanzane e peperoni grigliati, ripassati in forno con "mozzarella", concentrato di pomodoro, origano e basilico fresco
- insalata di rucola selvatica e mais , con aceto di mele
e infine il dolce...
eccovelo qui:

Ingredienti per 1 teglia di 15 cm di diametro:

1 confezione di pasta frolla sottile buitoni
2 pesche bianche "pelose", quelle in cui interno è un poco rosso
300 ml di latte di soia alla vaniglia
2 cucchiai di succo d'agave
1 cucchiaio da thè di agar-agar

occorrente, oltre alla teglia:
fagioli secchi riciclati per cottura paste frolle

per gelatinare la crostata al di sopra (facoltativo):
succo di frutta alla pesca ed ulteriore agar-agar
oppure marmellata di pesche bianche

Reimpastare velocemente la frolla e ridistenderla con l'aiuto di mattarello e carta da forno mettendo quest'ultima sia sotto che sopra l'impasto. Bucare la frolla con una forchetta e ricoprirla nuovamente con la carta.
Cuocerla in forno a 180°, ricoperta dai fagioli secchi.
-- Essi, grazie al loro peso, fanno sì che la torta non lieviti troppo --
Dopo 15 minuti togliere fagioli e carta e rimetterla in forno per altri 5 minuti in modo che possa dorare anche superiormente. Poi lasciar raffreddare.

Spelare una pesca e tagliarla a fettine (può darsi basti solo metà pesca) poi "incollare" le fette di pesca alla base-frolla, già raffreddata, tramite l'utilizzo del succo d'agave.

Far bollire il latte con l'agar-agar per 5 minuti al massimo, poi rovesciarlo delicatamente sopra le pesche in modo da coprirle.
Lasciar raffreddare, anche in frigo, finchè il budino non si sia rappreso
(circa 3 ore) ... poi decorare con la pesca rimasta comprensiva di buccia colorata.

Così finita, questa torta è splendida anche a colazione ed è mooolto fresca.

Nota: che ve lo dico a fare.... se vi avanza budino, potete metterlo in una teglietta e regalarlo a un bambino.... magari addizionandolo alla pesca avanzata... che, grazie al budino caldo, cuocerà un po' e diventerà morbida :-)

giovedì 23 luglio 2009

Peperoncini ripieni




ovvero:
Piccantezza all'ennesima potenza..





Ieri al DixDi ho trovato finalmente, e per la prima volta, i peperoncini veronesi tondi, usati in piemonte come antipasto tipico a base di tonno :-( o acciughe sotto sale :-( :-(

Purtroppo i peperoncini erano piccanti, il che ha generato, alla fine, un bruciore esteso per tutto il volto del mio caro aiuto cuoco starnutente...
povero... è stato malissimo.... :-( !
Qui lo potete vedere durante la cura da parte della sua infermierina (io) ;-)

cmq alla fine i peperoncini sono riusciti bene... :o)

Ingredienti per 4 barattolini:

30 peperoncini tondi
1 cucchiaino di senape
3 cucchiai di capperi sotto sale
5 mezzi pomodori secchi
2 patate medio piccole
1 manciata di foglie di basilico
olio evo q.b.
aceto

Mettere a mollo i capperi in acqua tiepida e aceto per almeno 1 ora.
Lessare le patate senza sale e con la buccia, poi far raffreddare.
Sbollentare per 6 minuti i peperoncini (precedentemente lavati) in acqua acidulata .
Scolare e far raffreddare.
Sbollentare i pomodori secchi (io li ho sbollentati insieme ai peperoni)

Togliere il picciolo ai peperoni e svuotarli delicatamente con l'uso di un cucchiaino o con il retro di una forchetta.
Preparare il ripieno: passare le patate con lo schiacciapatate ed aggiungere tutti gli altri ingredienti precedentemente frullati con il minipimer.
Con l'uso di una sac-à-poche riempire i peperoncini, posizionarli delicatamente nei barattoli insieme a qualche foglia di basilico, poi riempire d'olio fino all'orlo e rabboccare, se necessario, nei giorni successivi.

Conservare al riparo da caldo e luce. Gustare dopo almeno 20 giorni.

PS. Dato che li abbiamo fatti ieri, come saranno non lo so, temo troppo piccanti.. ma il gusto del ripieno, vi assicuro, non era niente male!! ;)

NB: Non che il tonno sia meno degno di faccine tristi rispetto all'acciuga, ma più si allunga l'elenco dei pesci, più le faccine aumentano!!!!!

martedì 7 luglio 2009

Saponaria officinalis

Sulla saponaria officinalis, dopo la lettura relativa ai peperoni al forno di domenica, vale la pena un post..

Questa è la saponaria officinalis



Qui trovate come utilizzare al meglio la saponaria ed altre notizie sui saponi naturali:
sapone naturale

Ne incollo un estratto:
9. La saponina
"E’ una sostanza organica complessa, acre, amara, solubile nell’acqua che rende schiumosa. Esiste in gran numero di piante indigene: l’arum maculato, la parietaria dei muri, l’edera, le castagne d’India, le silene, la radice della saponaria, ecc.
La saponina emulsiona i corpi grassi e resinosi; ha dunque le proprieta’ detersive del sapone, ma non contenendo alcali, e’ piu’ indicata per lavare i tessuti delicati. E’ eccellente come detersivo per i capelli (shampoo). In orticoltura e’ utilissima per la preparazione delle emulsioni insetticide e anticrittogamiche, delle quali facilita la penetrazione; e di piu’ inoffensiva pei vegetali
Le decozioni di edera (100gr di foglie in 5 litri d’acqua) e quelle di castagne d’India sono meno attive della saponina, pur contenendo tale sostanza."
[Fonte: Bibl Op. Gen. 1]

9.1 Castagne d’india
"Le castagne d’india sbucciate, lessate e ridotte in polpa si coprono con acqua bollente; si rimestano piu’ volte e si lascia riposare la miscela.
Dopo di che, questa e’ un buon digrassante per i panni."
[Fonte: Bibl Op. Gen. 1]

9.2 Saponaria
"Si usa facendone un infuso a freddo, o meglio a caldo.
La decozione di saponaria si prepara in questo modo: Si fa cuocere a lungo la corteccia in 10 volte il suo peso di acqua bollente, aggiungendo di mano in mano l’acqua evaporata. Si separa il liquido dai pezzetti di corteccia e questi si fanno bollire ancora in altra poca acqua per estrarne tutta o quasi la saponina; si mescolano poi le due decozioni cosi ottenute, dopo averle decantate. Si puo’ usare questo liquido tal quale o con l’aggiunta di sapone o di solventi varii e grassi, come sara’ indicato nei singoli casi.
Dopo l’uso della saponaria resta sulle stoffe una tinta giallastra , che si puo’ far scomparire lavando con acqua acidulata con alcune gocce d’acido citrico od acetico o con sugo di limone."
[Fonte: Bibl Op. Gen. 1]

"La presenza di saponine, nei fiori, nelle foglie e nel rizoma, fa si che esse diano origine a una schiuma detergente davvero efficace tanto è vero che in alcune regioni, ancora oggi si usa un decotto di Saponaria officinalis per lavare pizzi, ricami, tessuti in seta e filati.
Per rendersi conto di questa proprietà basta un semplice esperimento che consiste nel raccogliere una cima fiorita di saponaria e stropicciarla fra le mani compiendo l'atto di lavarle. Ben presto sarà visibile un lieve strato di schiuma e infine, la pelle apparirà detersa, bianca e morbidissima.
L'uso di questa pianta consente di rifinire lavori artigianali che non di rado meritano la qualifica di artistico e rappresentano preziose quanto antiche forme di attività tradizionale; tanto antiche che cinque secoli prima di Cristo già si parlava della saponaria per sgrassare la lana che le popolazioni nomadi dell'Asia impiegavano per tessere i loro famosi tappeti, dopo averla tinta con fiori, foglie o bacche.
(...)
Oggi si riconosce alla pianta di cui ci stiamo occupando una virtù in campo cosmetico; infatti, facendola bollire in acqua per una quindicina di minuti, fornisce un decotto schiumoso ideale per lavare i capelli sottili e fragili, oppure quelli dei bambini."
[Fonte: http://www.popso.it/libro_fiori_erbe/fiori/sapone.html]

"PROPRIETA':
BELLEZZA: Un decotto di saponaria, dopo essere stato filtrato, può venir usato come shampoo rinforzante per capelli fragili e sfibrati o per detergere le pelli delicate: non ci si deve preoccupare se non produrrà molta schiuma, non è dalla quantità di schiuma che si deve giudicare la bontà di un detergente.
SALUTE: Con il decotto di saponaria si risciacqua l'epidermide colpita da acne o da psoriasi.
CURIOSITA':
Quest'erba venne coltivata fin dal Medioevo per il suo alto contenuto di saponina, sostanza presente nei gambi, nelle foglie e soprattutto nelle radici, grazie alla quale appunto esercita il suo delicato, ma profondo, potere detergente. Un decotto di saponaria, ottenuto facendo bollire le diverse parti della pianta in acqua piovana, è molto adatto a ridare splendore a tessuti antichi i cui colori siano stati offuscati dalla polvere e dal tempo."
[Fonte: http://www.thais.it/botanica/aromatiche/schedeit/sc_0033.htm]
In campo estetico si puo' preparare un eccellente shampoo per capelli fragili.Il suo rizoma raccolto in autunno dopo la fioritura serviva per lavare la lana. La saponaria serviva anche per confezionare rudimentali paste dentifricie.[Fonte: www.erbe.it/erbes.htm]

9.3 Edera
"Si lavano una ventina di foglie giovani e ben verdi, poi si pongono in un grande vaso e vi si versa mezzo litro d’acqua bollente; si lascia digerire per circa due ore. Si strofina il tessuto da pulire con l’infusione decantata e colata. I colori si ravvivano e la stoffa riprende il colore primitivo; ma bisogna poi lasciare essiccare con cura. Stendere senza tirare. Si lavano cosi facilmente le sete e i nastri neri."
[Fonte: Bibl Op. Gen. 1]